
Kinesia è un termine greco che richiama direttamente l’origine corporea e dinamica dell’esperienza. E’ un nome fluido, che sottolinea come il ritmo nasca dal corpo in movimento prima di diventare suono. Questo workshop è dunque un’esperienza che parte dal corpo in cui ritmo, voce e movimento si sposano e si traducono in ascolto ed armonia per sfociare nella creazione di atmosfere, paesaggi sonori che raccontano storie. I pilastri del lavoro sono Ritmo, Voce, Improvvisazione che diventano produzione musicale di insieme e canto di gruppo.
Un’esperienza per esplorare il suono e il ritmo attraverso il corpo in cui la musica non è il fine, ma il mezzo attraverso cui raggiungere uno scopo di benessere personale e collettivo. Il gruppo è sostegno del singolo, l’individualità a servizio della comunità. Utilizzeremo strumenti musicali originali ideati appositamente da Noemi Franceschi per facilitare la cooperazione nel creare sonorità inedite: in tanti anni di esperienza Noemi ha lavorato nei contesti umani più differenti, animata sempre dalla passione e dall’intento di far sentire le persone capaci di fare musica insieme agli altri.
COSA SPERIMENTIAMO E IMPARIAMO:
CONDOTTO DA NOEMI FRANCESCHI: “Il mio lavoro corrisponde esattamente ai miei ideali di vita da più di trent’anni. Ho iniziato nella musica suonando le percussioni, e questo mi ha battezzata al fuoco del Ritmo e della comunicazione non verbale. Dagli anni ’90 conduco esperienze di Drum Circle. La musica per me è la concretizzazione, l’esternazione della comunità. Mi sono dedicata tanto a questo, anche facendo ricerca nell’ideazione e costruzione di strumenti musicali sperimentali che potessero superare le barriere che dividono le persone dall’ascoltare musica al “fare musica insieme”. In questo viaggio di vita ho condotto formazioni, insegnato, ideato laboratori, ho anche messo a punto una metodologia collegata allo strumentario didattico realizzato insieme all’associazione Terredaria.
Ho lavorato nei contesti umani più differenti, però sempre con lo stesso identico obiettivo: far sentire le persone capaci di fare musica insieme agli altri. Quindi sì, la parte individuale, però al servizio del gruppo e il gruppo al servizio dell’individualità, perché sorregge e sostiene. Per fare questo ho utilizzato molti strumenti, ma anche diverse modalità testate in ambiti diversissimi. Ho utilizzato la voce e il ritmo in situazione corale, di gruppo. Credo molto a questo perché poi si diventa più forti quando ci si sente capaci di poter interagire con gli altri attraverso i suoni, il ritmo. È qualcosa che ci dà coraggio, ci dà tanta gioia, ci rinnova i Chakra bassi così come i Chakra alti perché ci fa vedere prospettive nuove in una dimensione di molta vitalità.
Mi piace stare con gruppi motivati per lavorare proprio su questi aspetti. Nei miei corsi porto l’utilizzo della voce, sempre in modalità di gruppo. Anche chi è timido o più riservato nell’esprimere la propria voce, o non si riconosce nella propria voce, nel gruppo riesce a individuare la propria singolarità, prendendo fiducia in sé. Quindi la mia proposta si basa sull’utilizzo della voce in contesto di gruppo, sull’utilizzo del ritmo (aspetti fondamentali) e sulla creazione di atmosfere, paesaggi sonori interessanti che raccontano storie”.
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